Visualizzazione post con etichetta Arabi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Arabi. Mostra tutti i post

lunedì 5 dicembre 2011

PROFEZIE DELL' ABATE LADINO - Quinta Parte




Ultima parte sulle profezie dell’Abate Ladino. Ecco qui il link alla quarta parte.

Avevamo interrotto le profezie nelle centurie LXVIII ed LXIX il cui quadro principale riguardava il crollo economico e politico dell’Europa, inserito in un contesto di generale crollo del Sistema a livello globale.

Le centurie LXX ed LXXI  descrivono la catarsi, ovvero tutto quello che fin qua era descritto come traballante ed in via di disgregazione, si dissolve.

Mentre la centuria LXXI è abbastanza chiara nei significati e nel senso generale, la centuria LXX è invece piuttosto ostica e di difficile interpretazione: pare quasi una semplice premessa alla centuria finale, quella che descrive la reale catarsi prima del rinnovamento.

CENTURIA LXX

Della resurrezione di Caino e delle piazze insanguinate

Nel tempo della guerra cancellata, - oltre il fuoco del Santo Lino,
Vedrete passare sulla terra - l’ombra fosca di fratel Caino.
Le stelle sanguineranno sulle corone. - Sanguinerà la legge sulle piazze.
E molte saranno le pietre antiche, - segnate dal sangue a larghe chiazze
Caino vuole bruciare la casa - dei vecchi, per insediare il nuovo.
Ma un mostro di natura truffaldina, - sta per nascere dall’antico uovo.
Sarà una rosa, sarà una ghianda, - sarà una falce o un braciere.
La mela è marcia, la parola è falsa, - tutto è un rovaio nel gran paniere.
Scorre e scorre, sul mondo sonnecchioso - sangue di corona e sangue di legge.
Rinnovando dell’aquila la storia - che alla fine ha bruciato il gregge.
Epinicio sarà segnato da doppio segno, - quando sanguineran gli uccelli e i pesci ferrosi.
E doppio sarà di giubilo il sangue - nei giorni della fine dolorosi.
 Il nome della pace bianca - vedrà i cieli foschi e ancor rugosi.
Solenne sarà il tempo della luna - segnata da quell’ombra solitaria.
 Il mondo è un cimitero in festa: la vecchia antica è già nell’aria.

Analizziamo i punti salienti:

Nel tempo della guerra cancellata, - oltre il fuoco del Santo Lino,

Qual è il “tempo della guerra cancellata”?

Provo a formulare un’ipotesi: dalle diverse fonti profetiche abbiamo visto come la possibile guerra che seguirà sarà interrotta da un Evento Celeste: la mano di Dio interverrà a fermare la follia dell’uomo: forse la “guerra cancellata” indica questo?
O forse parla della Guerra Fredda sorta dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale per indicare “il terzo tempo” delle tragedie descritte dalle sue profezie (infatti in una centuria precedente si parla di Tre Bracieri, tre guerre che interesseranno il mondo intero).

“oltre il fuoco del Santo Lino” indica probabilmente la Sacra Sindone, la quale, oltre all’incendio che la interessò il 4 dicembre 1532 a Chambéry, rischiò di essere danneggiata nell’incendio del  12 aprile del 1997 nel Duomo di Torino.
Il veggente vuole forse indicare che la sua visione riguarda un tempo successivo a quest’ultimo evento (cioè al 1997…)?

Le stelle sanguineranno sulle corone. - Sanguinerà la legge sulle piazze.

“Le stelle”: riferimento agli USA?
Mentre la frase successiva indica rivolte del popolo.

Ma un mostro di natura truffaldina, - sta per nascere dall’antico uovo.

Non potendo indicare un tempo approssimativo della profezia è difficile dire se il “mostro di natura truffaldina” sia il “Sistema Anticristo“ di cui abbiamo parlato tantissimo in questo blog (quindi, dal nostro punto di vista temporale è sorto da un pezzo), o un personaggio, un sistema che approfitterà della tragica situazione economico\politica per insediarsi.

Rinnovando dell’aquila la storia - che alla fine ha bruciato il gregge.

L’aquila solitamente è un altro riferimento agli USA: il mostro sopracitato sorge negli USA. Poi il veggente ricorda le Epinici (Epinicio), le feste in onore del vincitore, lasciando intendere appunto che ci sarà "l’uomo forte". L’uomo capace di vincere (l’Anticristo?).

Rivedendo quanto detto, si può provare a dare un’interpretazione, ma solo grazie a quello che già conosciamo dalle altri fonti profetiche.
Potrebbe fino ad ora aver descritto la tragica situazione della crisi economica e l’arrivo di Obama, l’uomo nuovo (messo in quella posizione di potere da chi, dietro le quinte, detiene REALMENTE il potere) che prometterà di cambiare le cose, cambiando in realtà ben poco…? Solo supposizioni…

Molto vaghi i versi che seguono e che indicano una pace minacciosa, anche se:

nei giorni della fine dolorosi

potrebbe essere un altro indizio di “datazione”. Il veggente indica che sta parlando degli Ultimi Tempi.

CENTURIA LXXI

Della notte di Tholmai e dell’annunciata catarsi

Avverrà la trista historia, - quando il libro non avrà più gloria.
E quando il serpente di Lucifero nato, - darà gran luce sul vuoto sagrato.
Sarà la notte della farina: - sarà la notte di Libitina.
Sarà la notte del quarto cavallo, - sarà la notte del perfido gallo.
Del Mundio la sfida, del censo la spada: - Eridio in Popa farà gran strada.
Quando Demetra il grano raccoglie - e Gea madre non avrà più le doglie,
Le stelle rotonde, rompono il velo, - e tornano nel libero cielo.
Ecco la notte di Tholmai segnato: - ecco la notte del Gran Rinato.
La voce ottomana grida in Galizia. - Moravia e sassonia oltraggino Pizia.
Le spade incrociate, in Flege et Angue: - a mezzanotte scorre gran sangue.
Con l’Angelus pio, la spada ora tace - e cade sul rudere, la ruvida pace.
Astiage in lacrima sciolta, - è roncata del cielo la volta.
Poi, lavata la spada sanguigna, - dal delubro si passa alla vigna.
La domina giostra è finita; - è il massaro che regge la vita.
E sul ponte Erula voce - di Cun-Hardo segna la croce.

Analizziamo la centuria:

Avverrà la trista historia, - quando il libro non avrà più gloria.
E quando il serpente di Lucifero nato, - darà gran luce sul vuoto sagrato.

La fine, la catarsi, giungerà quando il Libro (dovrebbe riferirsi alla Bibbia) non avrà più gloria.

L’apostasia generale sarà praticamente un’istituzione (direi che praticamente ci siamo dentro, ma ci sono ancora margini di peggioramento…). Il senso religioso e mistico soccomberà di fronte al più totale materialismo.
Il Male sembrerà aver vinto la battaglia ed il Sagrato sarà vuoto.


Sarà la notte del quarto cavallo, - sarà la notte del perfido gallo

Pare essere un riferimento al quarto cavallo dell’Apocalisse, quello verdastro:

Ed ecco, mi apparve un cavallo verdastro. Colui che lo cavalcava si chiamava Morte e gli veniva dietro l'Inferno. Fu dato loro potere sopra la quarta parte della terra per sterminare con la spada, con la fame, con la peste e con le fiere della terra (Apocalisse 6,8).

Il veggente parla di una notte che dà il via alla Catarsi.

In questa notte entrano in gioco Francia, Germania ed Italia e il veggente li cita nell’ordine:

Il “perfido gallo”, potrebbe indicare appunto un francese.


Del Mundio la sfida, del censo la spada: - Eridio in Popa farà gran strada

La "sfida" partirà dal "mundio" (l’antico diritto germanico che riconosceva al capofamiglia il diritto assoluto sui componenti il nucleo familiare) e la scintilla si potrebbe avere nella valle padana (Eridio). Qui, la Popa (l’aiutante sacerdotale, nei sacrifici), farà strada. Difficile non pensare alla Lega Nord, in questa profezia.
Interpreto: pare una catarsi che arriva a culminare con rivolte in Francia, Germania ed Italia, oppure una sorta di scontro intra-europeo tra le nazioni dell’Unione.
Potrebbe essere l’inizio dei disordini e delle guerre civili in Europa, ripreso da altre fonti profetiche ed uno degli Eventi Chiave del Disegno che stiamo cercando di carpire da tutte le profezie prese in esame.

Quando Demetra il grano raccoglie - e Gea madre non avrà più le doglie,
Le stelle rotonde, rompono il velo, - e tornano nel libero cielo.
Ecco la notte di Tholmai segnato: - ecco la notte del Gran Rinato.

Nel tempo del raccolto, potrebbe essere un riferimento alla stagione o, metaforicamente, al raccolto delle Anime negli Ultimi Tempi: Gea Madre non avrà più le doglie, ovvero finiranno le doglie del parto e finalmente il pianeta entrerà in questo Tempo Nuovo.
Le stelle che rompono il velo (il velo di Maya?) e tornano nel libero cielo può avere molteplici significati, ma certamente il senso è qualcosa di liberatorio: una Verità che viene alla luce.

La notte di Tholmaj segnato e del Gran Rinato: qui abbiamo un riferimento alla Seconda Venuta o al Precursore di Cristo, simbolo del Nuovo Tempo che inizia.

La voce ottomana grida in Galizia. - Moravia e sassonia oltraggino Pizia.

Verso di difficile interpretazione ma che richiama delle nazioni:
I Turchi-Ottomani che gridano in Galizia (Spagna). Moravia (Repubblica Ceca) e Sassonia (stato della Germania) oltraggino Pizia (sacerdotessa che proferiva gli oracoli, a Delfo).

Con l’Angelus pio, la spada ora tace - e cade sul rudere, la ruvida pace.

Con un nuovo Pontefice Santo la guerra termina e torna una “ruvida pace”, a mio avviso simbolo della semplicità e del mondo contadino.

Poi, lavata la spada sanguigna, - dal delubro si passa alla vigna.

Si abbandona la spada e si torna a coltivare la terra.

La domina giostra è finita; - è il massaro che regge la vita.

Ancora un riferimento alla terra: è il massaro (l’amministratore agricolo) che “regge la vita”.

Ricordiamo le profezie di San Basilio dove viene detto:
“l’oro diventerà polvere e la polvere (cioè la terra da coltivare, n.d.r.) oro”

E sul ponte Erula voce - di Cun-Hardo segna la croce.

I "barbari" (Eruli, di stirpe germanica, indica forse “stranieri” in Occidente? Oppure la gente semplice, che prima non era al potere?) detteranno nuova legge.

Difficile interpretare Cun-Hardo, ma pare essere un misterioso personaggio che porterà la "nuova croce", rinnovando la Chiesa.


mercoledì 16 novembre 2011

LA PROFEZIA DI MELCHISEDEK




Ferdynand Antoni Ossendowski (1876-1945) è stato uno scrittore, giornalista, esploratore, attivista politico polacco, membro dell'Accademia di Francia.

Ossendowski racconta che, in visita al monastero di Narabanchi, in Mongolia, trovò una sorprendente profezia che, secondo la leggenda, Melchisedek aveva lasciato nell'anno 1890.

Questa profezia contiene dei calcoli che portano a delle date (solo l’anno).
Io come ho già ripetuto non amo le date, ma la riporto in quanto contiene molto di quello che già abbiamo trattato in questo blog.
Inoltre i calcoli si basano sulla presunta data di stesura della profezia nel 1890, tutta da verificare.

La data finale (fine della tribolazione e fine della prossima Grande Guerra) presunta calcolata arriva al 2029… che pare concordare con questa profezia di Giovanni XXIII presente nel blog:


Ma vediamo la profezia di Melchisedek:

Giorno dopo giorno gli uomini si dimenticheranno sempre di più delle loro anime e si occuperanno solo dei loro corpi.
La corruzione più grande regnerà sulla terra. Gli uomini diverranno simili ad animali feroci, assetati del sangue dei loro fratelli.
La Mezza Luna verrà cancellata ed i suoi adepti sprofonderanno nella miseria e nella guerra perpetua.
I suoi conquistatori saranno feriti dal sole, ma non saliranno due volte; accadrà loro la peggiore delle disgrazie e finiranno tra gli insulti sotto gli occhi degli altri paesi.
Le corone dei re, grandi e piccoli, cadranno.

(i paesi occidentali che avranno attaccato la Mezza Luna (Islam, più genericamente, paesi arabi) saranno feriti dal sole (atomica) e scateneranno una Grande Guerra, descritta in seguito… Perché provocheranno la reazione di ALTRI PAESI (Cina, Russia…?). Le corone dei grandi Re (delle grandi nazioni), cadranno. N.d.r…).

Uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto... Ci sarà una guerra terribile tra tutti i paesi. Gli oceani si arrosseranno...
La terra ed il fondo dei mari si copriranno di scheletri, si sgretoleranno i regni, periranno nazioni intere... La fame, la malattia, i crimini ignorati dalle leggi...
Quanto il mondo non avrà contemplato ancora. Allora verranno i nemici di Dio e dello Spirito Divino che risiedono nell'uomo. Coloro che prenderanno la mano di un altro, periranno a loro volta. I dimenticati, i perseguitati, si ribelleranno e richiameranno l'attenzione del mondo intero. Ci saranno nebbie e tempeste, le montagne spoglie si copriranno di boschi.
Tremerà la terra... Milioni di uomini passeranno dalle catene della schiavitù e dalle umiliazioni alla fame, alle malattie e alla morte. Le antiche strade si riempiranno di moltitudini che andranno da un posto all’altro.
Le città migliori e più belle periranno ad opera del fuoco... una, due, tre... Il padre lotterà col figlio, il fratello col fratello, la madre con la figlia. Il vizio, il crimine, la distruzione dei corpi e delle anime, impereranno senza freni... Si disperderanno le famiglie... Spariranno la fedeltà e l'amore... Di diecimila uomini, uno solo sopravviverà... uno matto, nudo, affamato e senza forze che non saprà costruirsi una casa né procurarsi alimento... Ululerà come un lupo rabbioso, divorerà cadaveri, morderà la sua propria carne e sfiderà adirato Dio... Si spopolerà la terra. Dio non la terrà più nella sua mano. Su di essa si spargeranno solamente i frutti della notte e della morte.
Quindi sorgerà un popolo sino ad ora sconosciuto che, con pugno forte, strapperà le erbacce della pazzia e del vizio, e guiderà coloro che saranno rimasti fedeli allo spirito dell'uomo nella battaglia contro il male. Fonderanno una nuova vita sulla terra purificata dalla morte delle nazioni.
Nell’arco di cinquant’anni non ci saranno più di tre nuovi grandi regni che vivranno felici per settantun anni. Di seguito verranno diciotto anni di guerre e cataclismi... Quindi, i popoli di Agharti usciranno dalle loro caverne sotterranee ed appariranno sulla superficie della terra.

Secondo la leggenda, la profezia fu scritta dal Signore del Mondo nell'anno 1890.

Perciò, “nell’arco di cinquant’anni non ci saranno più di tre nuovi grandi regni”, ci sta parlando del 1940, cioè, della seconda guerra mondiale.

Apparvero di seguito tre grandi regni nuovi: Europa, Russia (U.R.S.S.) e Stati Uniti d’America (U.S.A.). Quindi dice che “vivranno felici per settantun anni”. Il che significa: 1940 più 71, uguale a 2011. Ed a questo anno fatidico seguiranno “diciotto anni di guerre e cataclismi”

Sembra da questi calcoli che siamo alle porte di un conflitto mondiale che avrà una durata di 18 anni: dal 2011 fino al 2029. Date, come sempre, da prendere con le pinze.

Viene descritta poi la nascita di un Nuovo Popolo. Come in tantissime altre fonti profetiche si annuncia quindi una rigenerazione ed un nuovo ciclo.

mercoledì 9 novembre 2011

PROFEZIE DELL' ABATE LADINO - Terza Parte





Nella parte seconda avevamo interrotto la storia narrataci dall’Abate in un momento molto simile a quello che stiamo vivendo.
Una profonda Crisi Economica (le botti vuote) e una Russia su cui sorge Tifone, una figura inquietante che prelude a qualcosa di poco rassicurante.
In queste Centurie la storia prosegue e vengono citati anche gli altri protagonisti di questa possibile guerra: gli Arabi.
Sempre sullo sfondo di una Babilonia in agonia, i versi si concludono con una visione di una “nuvola nera” (uso del nucleare?) e la distruzione dell’ultima follia umana.
Proseguiamo con l’analisi delle Centurie, sullo sfondo della nostra odierna situazione mondiale che così tanto si avvicina agli scenari proposti da queste profezie.

Vola spread Btp-Bund, record storico 513. Btp 2 e 5 anni sfondano rendimento 7%

Nucleare:Iran,Ue sempre piu' preoccupata


Mosca: rapporto Aiea mina diplomazia



CENTURIA LXIII

Dei sacerdoti di Babele e dell’Auri Sacra Fames

Nel tempio della lingua infetta, - i sacerdoti di Babele santa,
Incenseranno, salmodiando il turco, - l' auro vitello, caudato sul quaranta.
Cupidigia nell’aria va volando - è sola del denaro la gran voce:
Venite! Venite a veder l’uomo di Tiche - come la civiltade l’ha messo in croce.
Ai piedi del calvario, il saracino - opera del verbo la gran fucina.
Qui si gonfia l’inganno secolare - con un’ arte orafa alquanto sopraffina.
Oh! Grandi sacerdoti di Babele, - adorni di potere gerusino:
Il vostro tempio rovinerà nel sesto, - tenetevi pur saldi al baldacchino!
E delle ragnatele di pazzia, - da voi tessute sulle rive dell’Acheronte,
Intrecciando la numerica quintilia - con drago bruno di Flegetonte;
Non rimarrà nulla. Sola, vagante, - vedrete la nuvola nera,
Che volteggia sul mar babilino - nell’ultima, tragica sera.
Sacerdoti di Babilonia, e soldati - di Esperia, di Illiria, di Pannonia e del Garlato,
Accenderanno la fiamma del rogo, - per distruggere l’ultimo Incitato,
Che di crine aveva il verbo, - ma orribil cupidigia avea sul palato.

"Auri sacra fames", miserabile cupidigia dell’oro (da un verso dell’Eneide, 3. 56-57). A questa rinnovata idolatria del potere e dei soldi, si aggiunge "la lingua infetta", secondo Baschera è l’inquinamento delle lingue (significativo è l’uso ormai costante delle parole inglesi, nella lingua italiana, per esprimere spesso concetti che sarebbero espressi meglio con la lingua nazionale).
“Lingua infetta” è comunque un verso che si presta a molteplici interpretazioni.

Sullo sfondo c’è la confusione generale. Il trionfo di Babilonia.

Tiche, dea del destino e della fortuna, ha messo in croce la civiltà. L’uomo non conta più per le sue capacità personali, per le sue risorse.

Ai piedi del calvario, il saracino - opera del verbo la gran fucina.

"Il saracino", gli arabi, i maomettani, il verso che segue è piuttosto criptico.
Possiamo fare delle supposizioni sulla base di quello che già sappiamo da altre fonti profetiche, ovvero di una guerra tra Oriente e Occidente in cui sia gli Stati Arabi, sia la Russia avranno un ruolo predominante.


Ad esempio, San Basilio scrive:

Tutto sarà sconvolto e tutto precario, in questo
tempo la mezza luna (Stati Arabi. N.d.r.) salirà alta nel cielo
e sposerà il rospo color del sangue (Russia (e Cina?) N.d.r.).
Guerre, dolore e sangue nasceranno
da quest'unione che porterà Maometto a Mosca e in tutta l'Europa.


Poi, come sappiamo, l’Evento Celeste:

Leggi, storia e giustizia verranno travolte
e finiranno in una stessa palude, ma quando
la luna incontrerà l'Orsa Maggiore, il rospo
morderà la coda e la luna scoppierà in cielo.
I vincitori saranno allora i vinti e nel cielo
si sentirà il suono delle cicale.
Così è stato deciso, perchè alla vigilia della
purificazione non ci sarà sulla terra
nè bianco nè nero, ne luce nè ombre.

Ma continuiamo con l’Abate Ladino…


Oh! Grandi sacerdoti di Babele, - adorni di potere gerusino:
Il vostro tempio rovinerà nel sesto, - tenetevi pur saldi al baldacchino

Ancora un riferimento ai capi di questa Babilonia, indicati come “sacerdoti”, quasi a rimarcare un potere religioso e occulto mischiato a quello temporale. Il "potere gerusino" è il potere del senato (la Gerusia, di alcune città greche).

Tutto rovinerà "nel sesto". Anche qui le interpretazioni sono molteplici ed è impossibile indicare un riferimento, ma ripeto che per noi che in buona parte stiamo già vivendo questi accadimenti, le date servono a poco: sono gli Eventi stessi i nostri riferimenti temporali.

Non rimarrà nulla. Sola, vagante, - vedrete la nuvola nera,
Che volteggia sul mar babilino - nell’ultima, tragica sera.

"La nuvola nera". Potrebbe essere un riferimento ad una nube atomica.

Sappiamo dalle molte profezie che nella Terza Guerra si farà un “limitato uso del nucleare”.

"Ci sarà una grande guerra, ma non tra le ideologie politiche che immaginereste (nel 1988, quando venne dato il messaggio, veniva da pensare al comunismo russo n.d.r.), e ci sarà un uso limitato di armi nucleari.

http://profezierivelazione.blogspot.it/2011/09/il-messaggero-di-fuoco.html

Non sarà una guerra della “distruzione totale” come molti hanno immaginato.

Vediamo cosa dice un’altra profezia:

Allora, specialmente per voi in Europa, e diciamo anche in tutto il mondo, vi saranno dei momenti di patimento, di preoccupazione. Ma sono, ripeto, un momento transitorio. Quella che voi considerate la guerra mondiale che tutto dovrebbe devastare non c'è, e questo vuol dire già moltissimo.

(Cerchio Firenze 77)


Sacerdoti di Babilonia, e soldati - di Esperia, di Illiria, di Pannonia e del Garlato,

I "sacerdoti di Babele" (Anticristo, Illuminati) e i soldati di Esperia (Italia), Illiria (la costa adriatica), Pannonia (regione sul Danubio) e Garlato (parte della Frigia?) accenderanno la fiamma.

Ovvero inizieranno una guerra.


Accenderanno la fiamma del rogo, - per distruggere l’ultimo Incitato,
Che di crine aveva il verbo, - ma orribil cupidigia avea sul palato.

Una guerra "all’insegna della pazzia", visto che il veggente ricorda Incitato, il cavallo che Caligola aveva nominato senatore.
Crini era il nome di uno dei sacerdoti di Apollo, quindi il significato potrebbe essere:
“distruggere l’ultima follia umana, che aveva la parola del sacerdote, ma in realtà era fondata sulla cupidigia”.

Le prossime due Centurie riprendono i nostri giorni e si incentrano sull’Economia.

La CENTURIA LXIV: Delle sette vacche grasse e delle quattordici vacche magre
Parla genericamente della Crisi Economica. Per cui non ho ritenuto di prenderla in considerazione in quanto ripete concetti già visti e rivisti.

La metto comunque in fondo a questo post, con il commento originale di Renzo Baschera.

Anche la Centuria LXV parla della Crisi Economica ma è interessante il riferimento ad un “rattoppo” messo nel momento in cui la “Seconda Bestia” (il Sistema guidato dall’Anticristo, gli Illuminati) sembrerà alla fine e che farà in modo che il Sistema prosegua ancora zoppicando per qualche tempo. Ci sono anche riferimenti a guerre civili e carestie.

Centuria LXV

Della seconda bestia e della sua agonia

La bestia è malata, la bestia è segnata: - la bestia è stregata e di libio sudor segnata.
Il mondo di Creso è in piena agonia, - ma il rantolo in spelonca è una dolce melodia.
Lampi in novo castello, tuoni e saette, - l’arco si spegne sul tempo del sette.
Pianto di cielo, tremore di terra; - popoli erranti, mordon civile la guerra.
Babilonia, la grande, regna solenne: - crolla il castello che sembrava perenne.
Tuoni e saette giran sul volto, - Creso e Sicheo sono in consulto.
Trema corona, trema la tiara, - tutto è nascosto nell’ombra di Sara.
Gira la storia, la fame è dorata, - e la dorata fame è ingabbiata.
Tealmo, ferrigno uomo dorato, - nel nuovo non conta più di un ducato.
Le chiese cresate, smarrite. Hydraser il mago, - piangon. E il singulto fa eco nel mondo del lago.
Sembra la fine: la bestia, in mesta agonia, - varca i cancelli della grande pazzia.
Fame, peste, lacrime et bello: - sembra l’ora del sicheo macello.
Ma il gran consulto mette il rattoppo, - il nuovo Creso sarà però zoppo.
La legge è cambiata. Ma è sempre ferrigna: - segnati son molti dall’ape regina.
Serpago, in pallore riprende la via: - ma è scritto che il pruno brucerà sicheria.

La "seconda bestia" è il Sistema messo in piedi dall’Anticristo, collegato al Capitalismo, ma non identificato in esso, perché è qualcosa di più del nostro solo sistema economico.
E’ un’ideologia che impregna l’intera società umana incentrando l’attenzione sul superficiale, sui beni materiali, sull’avidità, sull’individualismo e la supremazia del più furbo.

E’ una forza ANTI-INIZIATICA che intorpidisce la Mente e lo Spirito.

La bestia è malata, la bestia è segnata: - la bestia è stregata e di libio sudor segnata.

Dopo la caduta dell’Unione Sovietica (la Prima Bestia, così chiamata dall’Abate), la Seconda Bestia finirà per entrare in profonda crisi.

Il mondo di Creso è in piena agonia

Il messaggio profetico ci dice che il suo destino è ormai segnato. Creso - ultimo re della Lidia, famoso per le sue ricchezze - qui simboleggia il profitto esasperato del capitalismo.

popoli erranti, mordon civile la guerra

Sarà questo il tempo delle grandi emigrazioni dovuto anche alle guerre civili.
Stiamo vivendo proprio questi tempi. Inutile ricordare gli enormi afflussi di migranti in Europa dovuti alle guerre civili scoppiate soprattutto in Africa e in Asia.

crolla il castello che sembrava perenne.

Quello che sembrava indistruttibile, inizia a crollare e si percepisce la fine del “vecchio mondo”.

Tealmo, ferrigno uomo dorato, - nel nuovo non conta più di un ducato

Tealmo non riesco ad identificarlo. Per Baschera è un anagramma. Ad ogni modo è un “ferrigno uomo dorato”, ovvero uno che conta nel Vecchio Mondo, ma nel Nuovo Mondo non varrà nulla.
Potrebbe significare che i valori del vecchio mondo (soprattutto la ricchezza materiale) non conteranno nulla nel nuovo.

Le chiese cresate, smarrite. Hydraser il mago, - piangon. E il singulto fa eco nel mondo del lago.

Dice Baschera:
“Anche la chiesa, che ha "cullato" il Capitalismo per secoli, finirà per entrare in crisi, assieme con tutto il sistema. E il pianto arriverà nel "mondo del lago". Forse, a Ginevra.”

Sembra la fine: la bestia, in mesta agonia, - varca i cancelli della grande pazzia.
Fame, peste, lacrime et bello: - sembra l’ora del sicheo macello.
Ma il gran consulto mette il rattoppo, - il nuovo Creso sarà però zoppo.
La legge è cambiata. Ma è sempre ferrigna

Sempre Baschera continua:
“La crisi è profonda. C’è fame, malattie, dolori e guerra. All’ultimo momento viene messo però un rattoppo al vecchio sistema, che proseguirà ancora per qualche tempo. Ma zoppicando. Dopo la baldoria, viene incentivato il risparmio.”
In effetti la profonda Crisi Economica iniziata nel 2008 è già stata rattoppata con l’intervento degli Stati che, indebitandosi, hanno salvato il mondo della finanza che colava a picco.

Ora stanno fallendo gli stati e a pagare è il popolo. Non so se il rattoppo di cui parla l’Abate è quello che abbiamo vissuto o un altro che verrà messo dopo che inizieranno ad andare in default gli stati europei.
La somiglianza con quanto ci sta accadendo è comunque incredibile.


Riporto la Centuria LXIV, senza commenti miei, ma con i commenti originali di Renzo Baschera.

CENTURIA LXIV

Delle sette vacche grasse e delle quattordici vacche magre

Alle nozze del re sprecone - con la regina Abbondanza
Il popol dell’Arcinia Silva - aprirà la gran danza.
Tempo sarà di vacche grasse, - in stalle dai muri cadenti.
Sette saran le sichee vacche - divoranti, dai ferrati denti.
E attorno a una montagna di ossa e pellame, - il popol intonerà il sicheo canto.
Ma la montagna di morte secca - avvolgerà il vero, sotto un gran manto;
Perché le vacche grasse saranno sette - mentre le vacche magre
Saran quattordici. E dall’ambrosia, - si passerà alle acque agre;
Sotto quel cielo bucato - che nessuno vuole vedere.
Le lune del nuovo trentesimo tempo - vedran l’abbondanza cadere.
Così, le quattordici vacche secchite - lasceranno un segno profondo.
Il quattordici sarà coronata Feralia - e nel sette troverete il re dell’inganno tondo.
Si gira del tempo l’antica ruota: - il saggio tranquillo si siede su scanno.
Per meditar sulla stramba via sichea, - perché sul Mille e ancor Mille, con affanno,
Lo spettro delle vacche rinsecchite, - tornerà col grande inganno.

Tempo di abbondanza. Ma sarà un’abbondanza solo apparente. Le vacche grasse, precisa il veggente, sono difatti in stalle "dai muri cadenti". Questa danza di un illusorio benessere sarà iniziata dalla potente Germania (Arcinia Silva).
Il messaggio ha qui un riferimento biblico: il sogno del faraone, interpretato da Giuseppe. Il messaggio biblico parla però di sette vacche magre e sette vacche grasse. La profezia parla invece di sette vacche grasse (anni di benessere) e di quattordici vacche magre (anni di carestia). Gli anni di carestia saranno pertanto il doppio degli anni di abbondanza.
Alla fine degli anni di abbondanza, l’uomo si troverà assediato da montagne di ossa e pellame. Si troverà cioè avvolto dagli inquinamenti, che renderanno la vita sempre più difficile.
Sembra di capire che il passaggio dall’abbondanza alla carestia sarà rapido, traumatizzante. Si passa dall’ambrosia (la bevanda degli dei.) alle acque agre (le acque avvelenate). E questo finirà per provocare disordini, conflitti, malessere generale.
Il "cielo bucato" potrebbe indicare le fasce di ozono compromesse dagli inquinamenti.
Tutto questo avverrà nel "trentesimo tempo". Potrebbe riguardare il 2030. O un tempo molto vicino.
Non ci sono dubbi: il tempo della carestia lascerà sulla terra un segno profondo.

Il quattordici sarà coronata Feralia - e nel sette troverete il re dell’inganno tondo

Questo è di difficile interpretazione, anche perché il quattordici e il sette non hanno probabilmente un riferimento al tempo terrestre. E da considerare però Feralia (festa in onore dei morti, che si celebrava a Roma il 21 febbraio) e il "re dell’inganno". Il vaticinio pertanto è nefasto.
Infine, se consideriamo il "Mille e ancor Mille", e la tragedia, iniziata con l’abbondanza e il consumismo sfrenato, il tempo riguarda la nostra generazione. Una generazione che lascerà ai posteri "una montagna di ossa e pellame".

Continua nella quarta parte.