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sabato 26 settembre 2015

ANALISI DI PROFEZIE RIPORTATE NELLE OPERE DI RENZO BASCHERA - Seconda Parte


Il fatto che gli uomini non imparino molto dalla storia è la lezione più importante che la storia ci insegna. (Aldous Huxley)

Proseguiamo l'analisi di alcune profezie riportate nelle opere di Baschera con questa seconda parte. Ecco il link alla prima parte, dove abbiamo esaminato alcuni riscontri con quanto poi si è verificato, nonostante l'incertezza della fonte.

Torniamo ancora ai vaticini del Monaco Basilio di Kronstadt. Come già detto, il libro che le riporta è intitolato "Il mistero di San Pietroburgo", datato 1992.

Le profezie di San Basilio sono divise in trenta paragrafi, raggruppati in cinque capitoli:

1°- STORIA PASSATA E FUTURA DEI ROMANOV
Da Pietro I "il Grande", 1721, fino alla Rivoluzione d'Ottobre del 1917, dopo la quale molti dei Romanov furono barbaramente uccisi.

2°- L'URAGANO DI SANGUE
Il periodo comunista.

3°- LA BREVE STAGIONE DELLE NUVOLE BIANCHE
L'epoca attuale.

4°- I DODICI SEGNI CHE ANNUNCIANO LA FINE DI UN TEMPO
Dalla nostra epoca alla grande purificazione.

5°- LA CIVILTA’ DELLA GROTTA
La civiltà umana dopo la purificazione.

Riassumendo brevemente tali profezie, i punti cardine sono quelli già visti in numerose altre fonti profetiche:

- Crollo economico/politico del mondo occidentale.
- Guerra tra Oriente e Occidente con uso del nucleare.

Già visti in altre numerose fonti profetiche qui riportate.

- Purificazione e grande cataclisma (cataclisma geologico? meteorite?).

Anche questo è un "Evento Chiave" che più volte abbiamo ritrovato (in questo blog viene denominato Evento Celeste). Durante la Guerra arriva l'intervento divino a fermare lo scempio degli uomini.

La Madonna di Anguera ammonisce: 

"La guerra esploderà su Roma e pochi saranno i sopravvissuti. Distruzione alla Città dei sette colli ed occuperanno il trono di Pietro. Un successore di Pietro vedrà la distruzione della sua casa. Il re lascerà la sua casa per fuggire in un'altra nazione. Il Trono di Pietro resterà vuoto. Il vaticano avrà bisogno di essere ricostruito. Quando il Signore perderà il suo luogo di onore, il grande castigo verrà."

La Beata Anna Maria Taigi (1769, 1837) ci conferma questa visione:

"Dio ordinerà due castighi: uno, sotto forma di guerra, rivoluzioni ed altri mali, avrà origine sulla terra; l’altro verrà scagliato dal Cielo. Una grande e densa oscurità calerà sulla terra per tre giorni e tre notti" 

Anche nelle profezie di Alois Irlmaier abbiamo la visione di un cataclisma che giungerà a guerra in corso e che causerà i famigerati "Tre Giorni di Buio".

Nelle "Profezie di Papa Giovanni XXIII" si legge:

"Si alzano le grida e le barriere della contesa, ma già dall'acque esce la Bestia. E la carestia ferma gli eserciti. Gli uomini si contano morire. E dopo la carestia, la pestilenza. Iddio ha scatenato la guerra della natura per impedire la guerra degli uomini".

Anche qui si parla di un intervento della Natura\Divino a fermare la guerra (qui altri dettagli).

Tornando a San Basilio, nel primo capitolo del libro, possiamo già trovare un primo vaticinio verificatosi, anche considerando l'ipotesi peggiore: ovvero che sia stato inventato di sana pianta nel 1992, anche se vedremo che esiste, anche in questo caso, il beneficio del dubbio.

Nel primo paragrafo infatti si parla della storia dei Romanov.

[...] La nidiata di Anastasia viaggerà su due carri.
Il primo sarà trainato da trecento cavalli.
Il secondo sarà trainato da cinquanta cavalli.
Il primo carro s’infangherà in un pantano di sangue e odio,
il secondo avrà le ruote bruciate dal sole...
[...] Il primo sogno andrà da Michele a Michele,

il secondo da Alessandro a Alessandro...

La nidiata di Anastasia indica la famiglia Romanov.
Anastasia fu la moglie di Ivan il Terribile e di fatto prima zarina russa.

I due carri indicano due periodi, il primo di trecento anni (trecento cavalli) ed il secondo di cinquanta.
Il primo periodo (fate attenzione al termine sogno usato dal profeta, lo ritroveremo più avanti) dei Romanov è durato poco più di 300 anni: da Michele I eletto nel 1613 a Michele III, fratello di Nicola II, costretto ad abdicare dai bolscevichi nel 1917.
Il secondo periodo non c'è ancora stato. L'interpretazione letterale potrebbe essere quella di un ritorno dei Romanov alla guida della Russia per cinquant'anni, con un Alessandro ad inaugurare tale periodo ed un Alessandro a terminarlo, o anche più genericamente un ritorno alla monarchia. 
Un'altra interpretazione è che Basilio indicasse i due periodi a cavallo del Comunismo dell'Unione Sovietica. In questo caso il "secondo periodo" sarebbe cominciato con l'elezione di Boris Eltsin nel dicembre del 1991, ma in tal caso il nome "Alessandro" non troverebbe alcuna corrispondenza.
Più probabile quindi un periodo ancora non verificatosi e, forse, molto lontano nel tempo, oltre quello del terzo conflitto mondiale.

Nel quinto paragrafo infatti leggiamo:

Molte pagine di storia saranno girate.
Il vecchio sarà bruciato,

(ci stiamo riferendo quindi ad un tempo in cui la purificazione è già avvenuta, n.d.r.).

ma non tutto il nuovo darà buon frutto.
Alessandro seminerà Alessandro, sotto la gemma
morta, ma prima che il nuovo Alessandro
germogli passerà molta acqua
nel fiume della Vergine.

(di nuovo Alessandro, quindi si parla del secondo "sogno", il secondo periodo.
Passerà molta acqua nel fiume della Vergine. Passerà molto tempo sotto gli occhi e la guida della Vergine. n.d.r.)

Stanno sorgendo le prime luci dell'alba.
Il primo sogno sta per finire.

(ora il profeta cambia immagine temporale, ritorna al primo sogno e ai giorni nostri. n.d.r.)

Suoneranno ancora tre campane

(tre conflitti mondiali? n.d.r.)

e poi tutto sarà silenzio."

Questo secondo periodo di Alessandro a sua volta cesserà con un evento in qualche modo cataclismatico in quanto viene detto che il carro finirà con "le ruote bruciate dal sole"
A mio avviso si parla di un evento futuro che non riguarda l'Evento Celeste\Cataclisma che dovrebbe arrivare durante il terzo conflitto mondiale, in quanto diversi elementi ci indicano che è un tempo ancora più lontano, rispetto a quello del conflitto e della purificazione.

Certamente questa profezia, se abbiamo giustamente interpretato, va a favore della buona fede di Baschera: se proprio doveva inventarsi qualcosa, poteva scegliere un evento maggiormente verosimile del ritorno dei Romanov alla guida della Russia, ad ogni modo nel sesto paragrafo troviamo un evento che si è poi verificato, anche se con qualche riserva .

Nel sesto paragrafo leggiamo:

"[...] In quel tempo,
l'uomo sarà chiamato tiranno,
ma quando la nube sarà passata,
lo chiameranno martire.

(San Basilio si sta riferendo allo Zar Nicola II, l'ultimo Zar di Russia. n.d.r.).

La sua immagine sarà posta sugli altari.

(... e qui entriamo nel merito del vaticinio: l'intera famiglia Romanov è stata canonizzata dalla Chiesa Ortodossa Russa nel 2000. Ne parleremo dopo. n.d.r.).

[...] E quando tutto sembrerà morto,
spunterà una gemma che darà un nuovo albero,
ma prima che la gemma diventi legno,
giungerà da Roma un messaggero.
Le campane suoneranno a festa,
ma non sarà ancora il tempo della festa.
In questo tempo il segno della croce
sarà uguale per tutti.

(... si parla di un messaggero da Roma, un Pontefice, che dovrebbe giungere in Russia.
"il segno della croce uguale per tutti" parrebbe una riunificazione delle Chiese Cristiane, un evento che se avvenisse realmente sarebbe di una portata storica epocale).

Sarà questo il tempo in cui le ossa dell'ultimo
Cesare verranno dissotterrate dalla palude
per essere deposte sull'altare.
Vicino sarà il tempo in cui la Russia
avrà un nuovo Padre."

Nel finale si ribadisce che in questo tempo le ossa dell'ultimo Cesare, lo Zar Nicola II, saranno poste sugli altari.
Alcune persone che hanno analizzato queste profezie indicano questo vaticinio come un qualcosa che va assolutamente a favore della loro validità, perché in effetti questo avvenimento è del 2000, mentre il libro contenente gli scritti di "San Basilio" è stato pubblicato nel 1992. Quindi, in teoria, anche nella peggiore delle ipotesi, ovvero che tali scritti siano opera d'invenzione, abbiamo comunque un riscontro post pubblicazione che fa di questa una profezia azzeccata oltre ogni ragionevole dubbio.

Purtroppo le cose non stanno proprio così. E' vero che la Chiesa Ortodossa Russa canonizzò i Romanov nel 2000, ma la famiglia era già stata canonizzata dalla Chiesa Ortodossa Russa fuori dalla Russia (negli Stati Uniti) nell'anno 1981.

Quindi, alla luce di quanto detto, anche questo punto cardine della validità delle profezie di Basilio perde di consistenza, ma certamente nulla toglie che in diverse parti di questi scritti rimanga un "alone profetico", alla luce di quello che sta accadendo anche ai nostri giorni.

Come ultima argomentazione, quasi una curiosità, a chiudere questa rassegna riporto un estratto tratto dalle profezie della Monaca di Dresda.

"Tre sono gli anni della palude: 1914, 1942, 1981. Sono tre piaghe che insanguineranno la terra. E l’ultima insanguinerà le vesti del sommo Pontefice. Il primo angelo di Giosafat apparirà a Roma dopo un tremendo terremoto e sarà imprigionato. Il secondo angelo di Giosafat giungerà a Roma per essere trucidato. E gli orti, e i poteri e le vesti di Cesare saranno disperse."

Anche queste profezie sono state pubblicate da Renzo Baschera ed anche in questo caso nulla si conosce, a livello storico, della Monaca di Dresda.
La prima edizione del libro è del 1976.
Possiamo notare dal vaticinio sopra riportato che "gli anni della palude" sono certamente delle guerre mondiali, o almeno le prime due.
Chiaramente i detrattori hanno pensato, anche giustamente, che, inventando le profezie nel 1976, si potevano indovinare le prime due guerre e poi si sarebbe tirato a caso, sbagliando, per la terza.
Una curiosità è che nel 1981 le vesti del sommo Pontefice furono realmente insanguinate.
Il 13 maggio del 1981 ci fu un attentato in Piazza San Pietro a Papa Giovanni Paolo II, ad opera di Mehmet Ali Ağca. Due proiettili lo ferirono gravemente e sopravvisse solo dopo un intervento in ospedale di oltre cinque ore.
Le frasi successive della profezia fanno riferimento all'elenco dei Papi stilato dalla monaca, anche questo piuttosto controverso, e dovrebbero riferirsi a Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, ma è un'associazione fatta a posteriori da Baschera e del tutto indicativa. 
Facendo "slittare" l'elenco potrebbero riferirsi a Benedetto XVI (imprigionato) e Papa Francesco (martirizzato).
Volendo tentare un'associazione si potrebbe pensare a Benedetto XVI, divenuto Papa a Roma nell'aprile del 2005, dopo un tremendo terremoto: quello del 26 dicembre 2004 in Indonesia, con una potenza di magnitudo 9.3 e che ha provocato uno tsunami che ha fatto 280.000 vittime. Riguardo al fatto dell'essere imprigionato, ne abbiamo parlato nell'analisi di alcune profezie su Benedetto XVI e Papa Francesco - Seconda Parte.
A questo punto si prevederebbe una fine decisamente terribile per il pontefice successivo, Papa Francesco. A parte questi tentativi di trovare un bandolo della matassa, queste profezie restano controverse, senza ombra di dubbio.

Con quest'ultima riflessione chiudo questa rassegna. Ci sono, in realtà, tantissimi altri punti nelle opere di Baschera, simili a quelli presi in esame, ma nessuno di essi fa pendere l'ago della bilancia a totale favore della sua buona fede, per cui il dubbio sulla veridicità di quanto riportato nei suoi scritti rimane ed è più che lecito.

martedì 15 settembre 2015

ANALISI DI PROFEZIE RIPORTATE NELLE OPERE DI RENZO BASCHERA - Prima Parte



 "Si ripeterà il grande esodo cui seguiranno altri.
Popoli affamati invaderanno la terra segnata
dal benessere, simili a bruchi nella foresta.
Non rimarrà foglia verde né rimarrà filo d'erba:
tutto sarà divorato.
Le terre d'Occidente diverranno terre d'Oriente
e le leggi dei paesi ricchi non riusciranno
a fermare l'invasione dei poveri.
Sarà un'onda umana che invaderà le spiagge,
un mare in tempesta.

tratto dalle Profezie del Monaco Basilio di Kronstadt
"Il mistero di San Pietroburgo" (Renzo Baschera,1992, Oscar Mondandori)

Il grande problema di tutte le profezie riportate da Renzo Baschera è l'incertezza totale riguardo la fonte. Oltre allo sconosciuto "Monaco Basilio di Kronstadt", non c'è certezza nemmeno per la "Monaca di Dresda", il "Ragno Nero", le "Profezie di Rasputin", le "Profezie della Sindone", quelle dell'"Abate Ladino" e del "Monaco Olivetano".

E' interessante notare come, in ogni caso, gli eventi profetizzati abbiano preso una piega molto calzante con quello che poi è accaduto.

Prosegue "San Basilio":


Tutto sarà sconvolto e tutto precario, in questo
tempo la mezza luna (Islam n.d.r.) salirà alta nel cielo
e sposerà il rospo color del sangue 
(Russia? Cina? Dalla prossima frase parrebbe Russia. n.d.r.).
Guerre, dolore e sangue nasceranno
da quest'unione che porterà Maometto a Mosca
e in tutta l'Europa.
Leggi, storia e giustizia verranno travolte
e finiranno in una stessa palude, ma quando
la luna incontrerà l'Orsa Maggiore, il rospo
morderà la coda e la luna scoppierà in cielo.
(un evento Celeste o Geologico interromperà l'invasione,
in perfetto accordo con le profezie di Irlmaier e della Madonna di Anguera, n.d.r.).
I vincitori saranno allora i vinti e nel cielo
si sentirà il suono delle cicale.
Così è stato deciso, perché alla vigilia della
purificazione non ci sarà sulla terra
né bianco né nero, né luce né ombre."
(i disastri provocati da tale evento non guarderanno in faccia a nessuno. n.d.r.).

Il passo appena citato all'inizio dell'articolo delle "Profezie del Monaco Basilio" pare proprio descrivere l'esodo di profughi che si sta riversando nelle terre d'Occidente in questi nostri giorni.
In questo particolare caso, molti asseriscono, giustamente, che questo fantomatico monaco non sia mai esistito o, quantomeno, non ve ne sia traccia in nessun documento storico.
Il personaggio più somigliante a quello citato da Baschera parrebbe un monaco ortodosso Ioann di Kronstadt, successivamente santificato, ma le date di nascita e di morte (1829 - 1908) non corrispondono nemmeno lontanamente con quelle citate dall'autore (1660 - 1722).


San Ioann di Kronstadt (1829 - 1908)

Ci sarebbe da discutere per ore sulle motivazioni per le quali un ex professore dovrebbe mettersi da un giorno all'altro a scrivere libri con profezie completamente inventate, ma volendo stare dalla parte dei bottoni, decisi, quando mi misi ad analizzarle, di considerare la peggiore delle ipotesi: ovvero come se fossero state scritte, ideate, nell'anno di pubblicazione del libro.
E' certo una decisione un po' radicale, ma ci permette di scoprire cose piuttosto interessanti.
Molti non sanno che Baschera scrisse anche un libro di Profezie dettate da entità attraverso pratica medianica ed intitolato "I Grandi di Ieri ci Parlano", in cui presunte entità di capi di stato importanti del passato (Hitler, Mussolini, Churchill, Charles de Gaulle) parlavano di quello che sarebbe stato il futuro.
Il libro è del 1995, per cui anche questo è stato da me analizzato come se le profezie fossero del 1995, anche se ogni comunicazione indicata viene datata con date anche di molto precedenti.
Questo peraltro mi ha fatto osare di avanzare l'ipotesi che Baschera si fosse da tempo avvicinato al mondo della medianità e che le presunte fonti di tutti i suoi libri di profezie fossero di natura medianica e non storica, anche se lui le spacciava per tali.
Ma resta, e rimarrà, soltanto un'ipotesi.

Vediamo una profezia interessante attribuita all'entità di Benito Mussolini in una presunta comunicazione medianica del 1952, tramite un medium chiamato T. Franchini:

Domanda: Avremo quindi uno sviluppo industriale incontrollato? (riferito all'Italia)

Risposta: Le industrie italiane verranno dilatate al massimo... Molte non reggeranno però alla pressione. E così si arriverà a una catena di fallimenti. Grandi industrie, sane e fiorenti, si spegneranno nel giro di pochi anni... I lavoratori non ameranno il loro lavoro e si lasceranno prendere da un vortice di parole che rimarranno sempre parole... Interverrà lo Stato per assorbire le aziende private agonizzanti. E così arriveremo all'agonia di Stato... Fra cinquant'anni una crisi tremenda sconvolgerà l'Italia... Il mondo intero. E sarà allora che verrà riscoperta la terra.

"Fra cinquant'anni", facendo parlare l'entità nel 1952, arriveremmo proprio al periodo della Grande Crisi economica, iniziata indicativamente nel 2008 con il fallimento di Lehman Brothers, ma i cui prodromi facevano capolino già dai primi anni del 2000.
Ancora viene da chiedersi le motivazioni di un'eventuale macchinazione nel presentare tali profezie nel 1995, ma anche presupponendo sia stata opera d'invenzione, o di ispirazione medianica, del 1995, possiamo dire che è una profezia certamente ben centrata.
Nel 1995 nessuno avrebbe immaginato una Crisi Economica di una tale violenza e di una tale espansione, ma la profezia indicava proprio una crisi economica globale, che avrebbe interessato il mondo intero.

Ma vediamo questo botta e risposta, datato 1946 e sempre attribuito all'entità di Benito Mussolini, tramite un medium chiamato P. Veragli.

D. ‐ L'Italia si avvia verso un periodo di benessere o di crisi?
E. ‐ Avrete un periodo di benessere. Ma sarà un fuoco fatuo... I ritmi si ripeteranno. Dall'autarchia si passerà ai grandi consumi; dai grandi consumi ritornerete all'autarchia... L'economia dei consumi finirà miseramente. Una grave crisi economica si avrà in Italia poco prima del conflitto...

"Una grande crisi economica si avrà prima del Terzo Conflitto Mondiale", a quello si riferisce l'entità. In perfetta linea con altre profezie analizzate in questo blog.

Nella prossima parte vedremo altri "centri" interessanti presenti nelle opere di Baschera.

lunedì 5 dicembre 2011

PROFEZIE DELL' ABATE LADINO - Quinta Parte




Ultima parte sulle profezie dell’Abate Ladino. Ecco qui il link alla quarta parte.

Avevamo interrotto le profezie nelle centurie LXVIII ed LXIX il cui quadro principale riguardava il crollo economico e politico dell’Europa, inserito in un contesto di generale crollo del Sistema a livello globale.

Le centurie LXX ed LXXI  descrivono la catarsi, ovvero tutto quello che fin qua era descritto come traballante ed in via di disgregazione, si dissolve.

Mentre la centuria LXXI è abbastanza chiara nei significati e nel senso generale, la centuria LXX è invece piuttosto ostica e di difficile interpretazione: pare quasi una semplice premessa alla centuria finale, quella che descrive la reale catarsi prima del rinnovamento.

CENTURIA LXX

Della resurrezione di Caino e delle piazze insanguinate

Nel tempo della guerra cancellata, - oltre il fuoco del Santo Lino,
Vedrete passare sulla terra - l’ombra fosca di fratel Caino.
Le stelle sanguineranno sulle corone. - Sanguinerà la legge sulle piazze.
E molte saranno le pietre antiche, - segnate dal sangue a larghe chiazze
Caino vuole bruciare la casa - dei vecchi, per insediare il nuovo.
Ma un mostro di natura truffaldina, - sta per nascere dall’antico uovo.
Sarà una rosa, sarà una ghianda, - sarà una falce o un braciere.
La mela è marcia, la parola è falsa, - tutto è un rovaio nel gran paniere.
Scorre e scorre, sul mondo sonnecchioso - sangue di corona e sangue di legge.
Rinnovando dell’aquila la storia - che alla fine ha bruciato il gregge.
Epinicio sarà segnato da doppio segno, - quando sanguineran gli uccelli e i pesci ferrosi.
E doppio sarà di giubilo il sangue - nei giorni della fine dolorosi.
 Il nome della pace bianca - vedrà i cieli foschi e ancor rugosi.
Solenne sarà il tempo della luna - segnata da quell’ombra solitaria.
 Il mondo è un cimitero in festa: la vecchia antica è già nell’aria.

Analizziamo i punti salienti:

Nel tempo della guerra cancellata, - oltre il fuoco del Santo Lino,

Qual è il “tempo della guerra cancellata”?

Provo a formulare un’ipotesi: dalle diverse fonti profetiche abbiamo visto come la possibile guerra che seguirà sarà interrotta da un Evento Celeste: la mano di Dio interverrà a fermare la follia dell’uomo: forse la “guerra cancellata” indica questo?
O forse parla della Guerra Fredda sorta dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale per indicare “il terzo tempo” delle tragedie descritte dalle sue profezie (infatti in una centuria precedente si parla di Tre Bracieri, tre guerre che interesseranno il mondo intero).

“oltre il fuoco del Santo Lino” indica probabilmente la Sacra Sindone, la quale, oltre all’incendio che la interessò il 4 dicembre 1532 a Chambéry, rischiò di essere danneggiata nell’incendio del  12 aprile del 1997 nel Duomo di Torino.
Il veggente vuole forse indicare che la sua visione riguarda un tempo successivo a quest’ultimo evento (cioè al 1997…)?

Le stelle sanguineranno sulle corone. - Sanguinerà la legge sulle piazze.

“Le stelle”: riferimento agli USA?
Mentre la frase successiva indica rivolte del popolo.

Ma un mostro di natura truffaldina, - sta per nascere dall’antico uovo.

Non potendo indicare un tempo approssimativo della profezia è difficile dire se il “mostro di natura truffaldina” sia il “Sistema Anticristo“ di cui abbiamo parlato tantissimo in questo blog (quindi, dal nostro punto di vista temporale è sorto da un pezzo), o un personaggio, un sistema che approfitterà della tragica situazione economico\politica per insediarsi.

Rinnovando dell’aquila la storia - che alla fine ha bruciato il gregge.

L’aquila solitamente è un altro riferimento agli USA: il mostro sopracitato sorge negli USA. Poi il veggente ricorda le Epinici (Epinicio), le feste in onore del vincitore, lasciando intendere appunto che ci sarà "l’uomo forte". L’uomo capace di vincere (l’Anticristo?).

Rivedendo quanto detto, si può provare a dare un’interpretazione, ma solo grazie a quello che già conosciamo dalle altri fonti profetiche.
Potrebbe fino ad ora aver descritto la tragica situazione della crisi economica e l’arrivo di Obama, l’uomo nuovo (messo in quella posizione di potere da chi, dietro le quinte, detiene REALMENTE il potere) che prometterà di cambiare le cose, cambiando in realtà ben poco…? Solo supposizioni…

Molto vaghi i versi che seguono e che indicano una pace minacciosa, anche se:

nei giorni della fine dolorosi

potrebbe essere un altro indizio di “datazione”. Il veggente indica che sta parlando degli Ultimi Tempi.

CENTURIA LXXI

Della notte di Tholmai e dell’annunciata catarsi

Avverrà la trista historia, - quando il libro non avrà più gloria.
E quando il serpente di Lucifero nato, - darà gran luce sul vuoto sagrato.
Sarà la notte della farina: - sarà la notte di Libitina.
Sarà la notte del quarto cavallo, - sarà la notte del perfido gallo.
Del Mundio la sfida, del censo la spada: - Eridio in Popa farà gran strada.
Quando Demetra il grano raccoglie - e Gea madre non avrà più le doglie,
Le stelle rotonde, rompono il velo, - e tornano nel libero cielo.
Ecco la notte di Tholmai segnato: - ecco la notte del Gran Rinato.
La voce ottomana grida in Galizia. - Moravia e sassonia oltraggino Pizia.
Le spade incrociate, in Flege et Angue: - a mezzanotte scorre gran sangue.
Con l’Angelus pio, la spada ora tace - e cade sul rudere, la ruvida pace.
Astiage in lacrima sciolta, - è roncata del cielo la volta.
Poi, lavata la spada sanguigna, - dal delubro si passa alla vigna.
La domina giostra è finita; - è il massaro che regge la vita.
E sul ponte Erula voce - di Cun-Hardo segna la croce.

Analizziamo la centuria:

Avverrà la trista historia, - quando il libro non avrà più gloria.
E quando il serpente di Lucifero nato, - darà gran luce sul vuoto sagrato.

La fine, la catarsi, giungerà quando il Libro (dovrebbe riferirsi alla Bibbia) non avrà più gloria.

L’apostasia generale sarà praticamente un’istituzione (direi che praticamente ci siamo dentro, ma ci sono ancora margini di peggioramento…). Il senso religioso e mistico soccomberà di fronte al più totale materialismo.
Il Male sembrerà aver vinto la battaglia ed il Sagrato sarà vuoto.


Sarà la notte del quarto cavallo, - sarà la notte del perfido gallo

Pare essere un riferimento al quarto cavallo dell’Apocalisse, quello verdastro:

Ed ecco, mi apparve un cavallo verdastro. Colui che lo cavalcava si chiamava Morte e gli veniva dietro l'Inferno. Fu dato loro potere sopra la quarta parte della terra per sterminare con la spada, con la fame, con la peste e con le fiere della terra (Apocalisse 6,8).

Il veggente parla di una notte che dà il via alla Catarsi.

In questa notte entrano in gioco Francia, Germania ed Italia e il veggente li cita nell’ordine:

Il “perfido gallo”, potrebbe indicare appunto un francese.


Del Mundio la sfida, del censo la spada: - Eridio in Popa farà gran strada

La "sfida" partirà dal "mundio" (l’antico diritto germanico che riconosceva al capofamiglia il diritto assoluto sui componenti il nucleo familiare) e la scintilla si potrebbe avere nella valle padana (Eridio). Qui, la Popa (l’aiutante sacerdotale, nei sacrifici), farà strada. Difficile non pensare alla Lega Nord, in questa profezia.
Interpreto: pare una catarsi che arriva a culminare con rivolte in Francia, Germania ed Italia, oppure una sorta di scontro intra-europeo tra le nazioni dell’Unione.
Potrebbe essere l’inizio dei disordini e delle guerre civili in Europa, ripreso da altre fonti profetiche ed uno degli Eventi Chiave del Disegno che stiamo cercando di carpire da tutte le profezie prese in esame.

Quando Demetra il grano raccoglie - e Gea madre non avrà più le doglie,
Le stelle rotonde, rompono il velo, - e tornano nel libero cielo.
Ecco la notte di Tholmai segnato: - ecco la notte del Gran Rinato.

Nel tempo del raccolto, potrebbe essere un riferimento alla stagione o, metaforicamente, al raccolto delle Anime negli Ultimi Tempi: Gea Madre non avrà più le doglie, ovvero finiranno le doglie del parto e finalmente il pianeta entrerà in questo Tempo Nuovo.
Le stelle che rompono il velo (il velo di Maya?) e tornano nel libero cielo può avere molteplici significati, ma certamente il senso è qualcosa di liberatorio: una Verità che viene alla luce.

La notte di Tholmaj segnato e del Gran Rinato: qui abbiamo un riferimento alla Seconda Venuta o al Precursore di Cristo, simbolo del Nuovo Tempo che inizia.

La voce ottomana grida in Galizia. - Moravia e sassonia oltraggino Pizia.

Verso di difficile interpretazione ma che richiama delle nazioni:
I Turchi-Ottomani che gridano in Galizia (Spagna). Moravia (Repubblica Ceca) e Sassonia (stato della Germania) oltraggino Pizia (sacerdotessa che proferiva gli oracoli, a Delfo).

Con l’Angelus pio, la spada ora tace - e cade sul rudere, la ruvida pace.

Con un nuovo Pontefice Santo la guerra termina e torna una “ruvida pace”, a mio avviso simbolo della semplicità e del mondo contadino.

Poi, lavata la spada sanguigna, - dal delubro si passa alla vigna.

Si abbandona la spada e si torna a coltivare la terra.

La domina giostra è finita; - è il massaro che regge la vita.

Ancora un riferimento alla terra: è il massaro (l’amministratore agricolo) che “regge la vita”.

Ricordiamo le profezie di San Basilio dove viene detto:
“l’oro diventerà polvere e la polvere (cioè la terra da coltivare, n.d.r.) oro”

E sul ponte Erula voce - di Cun-Hardo segna la croce.

I "barbari" (Eruli, di stirpe germanica, indica forse “stranieri” in Occidente? Oppure la gente semplice, che prima non era al potere?) detteranno nuova legge.

Difficile interpretare Cun-Hardo, ma pare essere un misterioso personaggio che porterà la "nuova croce", rinnovando la Chiesa.


lunedì 21 novembre 2011

PROFEZIE DELL' ABATE LADINO - Quarta Parte



Penultima parte dedicata all’Abate Ladino. La terza parte la trovate qui.
Ancora una centuria tutta incentrata sul crollo economico e politico della società, dedicata in particolar modo all’Europa.

Centuria LXVIII

Del Babilo cuore e dell’ulivo seccato

Batte in Euro casa, Babilo cuore, - nel tempo in cui crocifisso sarà l’amore.

Cuor di mercanti, cuor di balivi. - Guardate: stan seccando gli ultimi ulivi.

Hydraser bilancia, su ara dorata, - dai figli bastardi sarà adorata.

Unico carro, unica storia, - e unica sarà la grande baldoria.
Perché nel tempo del carro trio, - il mondo intero pagherà gran fio!

Gridano i muri parole di Popa, - e la voce di doma è sempre più fioca.
Gridano i savi dell’eremo Scario, - segnando col dito il vuoto sacrario.
Ma l’amor di mercante batte sul rame: - è qui che s’intrecciano fosche trame.

Carpe diem, nel sole velato; - quel che rimane è tutto donato.
Cento campane diffondon voce mesta. - Ma il gran balivo parla di festa.

La festa di Babilo, cuor di Sicheo, - che tutto coinvolge nell’unno torneo.

Ma l’ora è fatale, nel giorno dell’humo: - è qui che il mercante andrà in fumo.

Pannonia sconvolta, ricuce la toppa, - ma la gran merlatura è ormai tutta rotta.

Cadono i merli del segnato castello, e cadono tutti sull' antico avello.
Sarà nel quinto tempo del Gran Risorto, - che il mostro Babilo sarà dichiarato morto.

Analizziamo i punti salienti della centuria.

Batte in Euro casa, Babilo cuore, - nel tempo in cui crocifisso sarà l’amore.
Cuor di mercanti, cuor di balivi. - Guardate: stan seccando gli ultimi ulivi.

Il toponimo "Europa" viene dal nome greco Ευρώπη che significa "occidente".
L’uso del termine “Europa” in senso geografico come lo intendiamo noi risale a circa il IX secolo.

Ricordiamo che le profezie sono del XVIII secolo, quindi successive.

Più interessante l’uso del termine “EURO”. Che potrebbe avere valenza di prefisso per indicare qualcosa connesso all’Europa, ma anche un “neologismo profetico” dell’Abate.

Il debutto dell'euro sui mercati finanziari risale al 1999, mentre la circolazione monetaria ha effettivamente avuto inizio il 1º gennaio 2002 nei dodici paesi dell'Unione che per primi hanno adottato la nuova valuta.

Scrive Baschera nel suo libro pubblicato nel 1990:

L’ "Euro casa" potrebbe essere la Comunità Europea, che sorge appunto nel cuore dell’Europa, nel Belgio e nel Lussemburgo. E questo il tempo dei mercanti. Si pensa solamente all’aspetto economico della vita. I sentimenti, la famiglia, la vita interiore, passeranno in second’ordine.
Tutti saranno coinvolti nella grande adorazione del vitello d’oro, e non si accorgeranno che "stan seccando gli ultimi ulivi". La pace sta agonizzando. Il capitalismo (Hydraser) troverà nel "Babilo cuore" il suo altare. E sarà adorato.

Perché nel tempo del carro trio, - il mondo intero pagherà gran fio!

Il "carro trio" potrebbero essere tre grandi potenze mondiali:
USA, Russia e Cina?

Secondo Baschera, siccome la Centuria è riferita all’Europa, sono tre potenze europee: Germania, Gran Bretagna e Francia.

Ecco cosa scrive:

Il "carro trio" vuole forse simboleggiare le tre maggiori potenze della Comunità: Germania, Gran Bretagna e Francia. Questo "sodalizio di mercanti" farà pagare al mondo intero "gran fio", grande punizione, castigo. Sorgerà una reazione alla "legge dei mercanti". E i muri delle case saranno segnati dalla morte.
Alla fine, anche i Savi si ribelleranno, perché starà avanzando una grande carestia. L’ "eremo Scario" non ha oggi un’interpretazione. Potrebbe trattarsi di una organizzazione mondiale che verrà in soccorso alla Comunità Europea, al fine di evitarne il crollo completo e definitivo.

Carpe diem, nel sole velato; - quel che rimane è tutto donato.
Cento campane diffondon voce mesta. - Ma il gran balivo parla di festa.

Il sole velato ha molteplici significati, anche metaforici.
La frase “quel che rimane è tutto donato” parla da sé.

Il Balivo (dal latino baiulivus, forma aggettivale di baiulus, "portatore") fu il nome di un funzionario, investito di vari tipi di autorità o giurisdizione, presente nei secoli passati in numerosi paesi occidentali (principalmente europei).
Ovvero, i politici, i funzionari, i padroni della finanza, parlano di ripresa, di misure per la ripresa, ma “cento campane diffondon voce mesta”, ovvero tutto intorno a noi grida che la situazione è insostenibile.

La festa di Babilo, cuor di Sicheo, - che tutto coinvolge nell’unno torneo.

Riguardo all’unno torneo mi rifaccio al commento di Baschera:

Non sottovalutiamo "l’unno torneo", cioè la Germania, che finirà per approfittare del crollo della Comunità Europea, per "rilanciare le sue aspirazioni imperiali". Interviene però qualcosa (forse si tratta di forze naturali che tendono a riequilibrare la sconvolta natura). E il disegno dell’unno non potrà essere completato.

Pannonia sconvolta, ricuce la toppa, - ma la gran merlatura è ormai tutta rotta.
Cadono i merli del segnato castello, e cadono tutti sull' antico avello.

Scrive Baschera:

La Pannonia è sconvolta (l’Europa centrale). I merli del castello (dei mercanti) cadono miseramente.
Finisce il sogno della Comunità Europea.

Quando Baschera negli anni ’80, scriveva queste parole (pubblicate, ricordo, nel 1990), la moneta unica non esisteva ancora.

Noi possiamo dire: FINISCE IL SOGNO DELL’EURO.

Sarà nel quinto tempo del Gran Risorto, - che il mostro Babilo sarà dichiarato morto.

Ciò avverrà nel "quinto tempo del Gran Risorto". E questo un messaggio che al momento attuale non ha un’interpretazione. Forse è da mettere in relazione con il cinque (quinto) e l’età di Cristo (trentatré anni).

Attenzione perché parla di “mostro babilo” ovvero della Babilonia e di quel “mostro consacrato” a cui l’Abate aveva fatto riferimento nelle centurie precedenti e che riguardava il mondo dell’economia in generale, quindi una morte che non s’intende solo dell’Europa.

La prossima centuria riprende la storia fin qua narrata da un altro punto di vista: quello della Chiesa e dei Papi.

CENTURIA LXIX

Della luna, delle stelle e delle angeliche voci

Mani terrose si alzano al cielo, - violando d’Iperion il serto.
E Selenia, dea violata da Apollo, - presenta il morto deserto.
Fermate il bianco pilento, - bruciate i sogni beati:
Inizia il tempo del falco impazzito - che sorvola Nefele e non più i prati.
Di serpente in serpente il ferrigno - tesse la trama;
E la statua sognata finisce - nel porto della Gran Dama.
Qui, le stelle sovrane, - come liberi uccelli in cielo,
Di gabbia spezzan le reti - e tesseran del tempo nuovo velo.

Il nome doppiato del Santo Pio - sarà vestito di angeliche voci;
Ma nel tempo del sordo pagano, - la chiesa avrà perso le croci.
La voce dell’Angelo Santo - qui si spegne in nuda foresta.

Impazzita è la strada del viro, - scordando che di Dragon, nulla resta.
In domo Nefele, Laverna è sovrana: - dell’Angelus, la voce si è fatta pagana.
Rotta è la luna, in cupa stellata, - nel ballo si è persa la croce nostrana.

Cuor dolorante: la chiesa è un rovaio, - tace del gregge l’antica campana.

Analizziamo soltanto due punti salienti di questa centuria:

Il nome doppiato del Santo Pio - sarà vestito di angeliche voci;
Ma nel tempo del sordo pagano, - la chiesa avrà perso le croci.
La voce dell’Angelo Santo - qui si spegne in nuda foresta.

Inizia parlando dei Papi “con due nomi”. Come già San Basilio, l’Abate si riferisce a Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II.
Un momento di grande rinascita della Chiesa, MA successivamente, nel tempo del “sordo pagano” (ovvero nei tempi successivi che vedono trionfare l’Anticristo) la Chiesa avrà “perso le croci”.

L’Angelo Santo potrebbe essere un altro riferimento al “Santo Scalzo” (profezie di Giovanni XXIII) di cui parlano diverse profezie? Il precursore del Ritorno di Cristo? O forse un riferimento al Papa successivo, Benedetto XVI, la cui predicazione si perde in "nuda foresta"?

Riporto adesso i commenti di Baschera sulla centuria.

Scrive Baschera:

Il messaggio inizia con un gesto di disperazione: le mani alzate al cielo. Iperione, l’antico nome del dio sole, sta diventando nemico della Terra. E Selenia (Selena, dea lunare) "svela" il suo morto deserto.
Il messaggio si riferisce alla conquista lunare. Il veggente consiglia di frenare la corsa alle ricerche spaziali. Il "pilento" (carrozza usata dalle monache romane) vuole qui rappresentare la "navicella spaziale". E questo perché sta iniziando il tempo "del falco impazzito", che sorvola Nefele (dea delle nubi).
Si preparano eventi nefasti, nel campo della ricerca spaziale. Il cielo sta diventando nemico degli uomini. E questo, mentre l’alta tecnologia realizza mezzi sempre più sofisticati per l’esplorazione.
La "statua sognata" simboleggia, forse, la conquista dello spazio; ma il sogno finisce "nel porto della Gran Dama", cioè della morte. Le stelle "riprendono" la loro libertà. E non accettano più l’avvicinamento dei terrestri.
Sulla terra, la scienza sta accumulando una serie d’insuccessi. Ma l’uomo non sa aprire gli occhi, dinanzi alla realtà. Per questo, quando il nome del "Santo Pio" (cioè del pontefice) sarà "doppiato" (ciò che è avvenuto la prima volta con Giovanni Paolo I) l’uomo sarà "avvertito" da angeliche voci.
E qui sembra di cogliere i messaggi mariani, che dal tempo di Fatima si sono rinnovati con una certa insistenza. In questo contesto di neo-paganesimo, la chiesa "ha perso le croci". E diventata cioè una pedina del sistema.
"L’Angelo Santo" potrebbe indicare un veggente, un personaggio carismatico di grande risonanza. Sarà questo personaggio che "si spegne in nuda foresta".
L’alta tecnologia, il potere dell’oro e del petrolio, finiranno per portare alla pazzia. Laverna (dea romana dei ladri) è sovrana. E regna sul mondo "nuovamente" pagano.
"Tace l’antica campana", la fede semplice, genuina del popolo.

Continua nella quinta e ultima parte.