mercoledì 9 novembre 2011

PROFEZIE DELL' ABATE LADINO - Terza Parte





Nella parte seconda avevamo interrotto la storia narrataci dall’Abate in un momento molto simile a quello che stiamo vivendo.
Una profonda Crisi Economica (le botti vuote) e una Russia su cui sorge Tifone, una figura inquietante che prelude a qualcosa di poco rassicurante.
In queste Centurie la storia prosegue e vengono citati anche gli altri protagonisti di questa possibile guerra: gli Arabi.
Sempre sullo sfondo di una Babilonia in agonia, i versi si concludono con una visione di una “nuvola nera” (uso del nucleare?) e la distruzione dell’ultima follia umana.
Proseguiamo con l’analisi delle Centurie, sullo sfondo della nostra odierna situazione mondiale che così tanto si avvicina agli scenari proposti da queste profezie.

Vola spread Btp-Bund, record storico 513. Btp 2 e 5 anni sfondano rendimento 7%

Nucleare:Iran,Ue sempre piu' preoccupata


Mosca: rapporto Aiea mina diplomazia



CENTURIA LXIII

Dei sacerdoti di Babele e dell’Auri Sacra Fames

Nel tempio della lingua infetta, - i sacerdoti di Babele santa,
Incenseranno, salmodiando il turco, - l' auro vitello, caudato sul quaranta.
Cupidigia nell’aria va volando - è sola del denaro la gran voce:
Venite! Venite a veder l’uomo di Tiche - come la civiltade l’ha messo in croce.
Ai piedi del calvario, il saracino - opera del verbo la gran fucina.
Qui si gonfia l’inganno secolare - con un’ arte orafa alquanto sopraffina.
Oh! Grandi sacerdoti di Babele, - adorni di potere gerusino:
Il vostro tempio rovinerà nel sesto, - tenetevi pur saldi al baldacchino!
E delle ragnatele di pazzia, - da voi tessute sulle rive dell’Acheronte,
Intrecciando la numerica quintilia - con drago bruno di Flegetonte;
Non rimarrà nulla. Sola, vagante, - vedrete la nuvola nera,
Che volteggia sul mar babilino - nell’ultima, tragica sera.
Sacerdoti di Babilonia, e soldati - di Esperia, di Illiria, di Pannonia e del Garlato,
Accenderanno la fiamma del rogo, - per distruggere l’ultimo Incitato,
Che di crine aveva il verbo, - ma orribil cupidigia avea sul palato.

"Auri sacra fames", miserabile cupidigia dell’oro (da un verso dell’Eneide, 3. 56-57). A questa rinnovata idolatria del potere e dei soldi, si aggiunge "la lingua infetta", secondo Baschera è l’inquinamento delle lingue (significativo è l’uso ormai costante delle parole inglesi, nella lingua italiana, per esprimere spesso concetti che sarebbero espressi meglio con la lingua nazionale).
“Lingua infetta” è comunque un verso che si presta a molteplici interpretazioni.

Sullo sfondo c’è la confusione generale. Il trionfo di Babilonia.

Tiche, dea del destino e della fortuna, ha messo in croce la civiltà. L’uomo non conta più per le sue capacità personali, per le sue risorse.

Ai piedi del calvario, il saracino - opera del verbo la gran fucina.

"Il saracino", gli arabi, i maomettani, il verso che segue è piuttosto criptico.
Possiamo fare delle supposizioni sulla base di quello che già sappiamo da altre fonti profetiche, ovvero di una guerra tra Oriente e Occidente in cui sia gli Stati Arabi, sia la Russia avranno un ruolo predominante.


Ad esempio, San Basilio scrive:

Tutto sarà sconvolto e tutto precario, in questo
tempo la mezza luna (Stati Arabi. N.d.r.) salirà alta nel cielo
e sposerà il rospo color del sangue (Russia (e Cina?) N.d.r.).
Guerre, dolore e sangue nasceranno
da quest'unione che porterà Maometto a Mosca e in tutta l'Europa.


Poi, come sappiamo, l’Evento Celeste:

Leggi, storia e giustizia verranno travolte
e finiranno in una stessa palude, ma quando
la luna incontrerà l'Orsa Maggiore, il rospo
morderà la coda e la luna scoppierà in cielo.
I vincitori saranno allora i vinti e nel cielo
si sentirà il suono delle cicale.
Così è stato deciso, perchè alla vigilia della
purificazione non ci sarà sulla terra
nè bianco nè nero, ne luce nè ombre.

Ma continuiamo con l’Abate Ladino…


Oh! Grandi sacerdoti di Babele, - adorni di potere gerusino:
Il vostro tempio rovinerà nel sesto, - tenetevi pur saldi al baldacchino

Ancora un riferimento ai capi di questa Babilonia, indicati come “sacerdoti”, quasi a rimarcare un potere religioso e occulto mischiato a quello temporale. Il "potere gerusino" è il potere del senato (la Gerusia, di alcune città greche).

Tutto rovinerà "nel sesto". Anche qui le interpretazioni sono molteplici ed è impossibile indicare un riferimento, ma ripeto che per noi che in buona parte stiamo già vivendo questi accadimenti, le date servono a poco: sono gli Eventi stessi i nostri riferimenti temporali.

Non rimarrà nulla. Sola, vagante, - vedrete la nuvola nera,
Che volteggia sul mar babilino - nell’ultima, tragica sera.

"La nuvola nera". Potrebbe essere un riferimento ad una nube atomica.

Sappiamo dalle molte profezie che nella Terza Guerra si farà un “limitato uso del nucleare”.

"Ci sarà una grande guerra, ma non tra le ideologie politiche che immaginereste (nel 1988, quando venne dato il messaggio, veniva da pensare al comunismo russo n.d.r.), e ci sarà un uso limitato di armi nucleari.

http://profezierivelazione.blogspot.it/2011/09/il-messaggero-di-fuoco.html

Non sarà una guerra della “distruzione totale” come molti hanno immaginato.

Vediamo cosa dice un’altra profezia:

Allora, specialmente per voi in Europa, e diciamo anche in tutto il mondo, vi saranno dei momenti di patimento, di preoccupazione. Ma sono, ripeto, un momento transitorio. Quella che voi considerate la guerra mondiale che tutto dovrebbe devastare non c'è, e questo vuol dire già moltissimo.

(Cerchio Firenze 77)


Sacerdoti di Babilonia, e soldati - di Esperia, di Illiria, di Pannonia e del Garlato,

I "sacerdoti di Babele" (Anticristo, Illuminati) e i soldati di Esperia (Italia), Illiria (la costa adriatica), Pannonia (regione sul Danubio) e Garlato (parte della Frigia?) accenderanno la fiamma.

Ovvero inizieranno una guerra.


Accenderanno la fiamma del rogo, - per distruggere l’ultimo Incitato,
Che di crine aveva il verbo, - ma orribil cupidigia avea sul palato.

Una guerra "all’insegna della pazzia", visto che il veggente ricorda Incitato, il cavallo che Caligola aveva nominato senatore.
Crini era il nome di uno dei sacerdoti di Apollo, quindi il significato potrebbe essere:
“distruggere l’ultima follia umana, che aveva la parola del sacerdote, ma in realtà era fondata sulla cupidigia”.

Le prossime due Centurie riprendono i nostri giorni e si incentrano sull’Economia.

La CENTURIA LXIV: Delle sette vacche grasse e delle quattordici vacche magre
Parla genericamente della Crisi Economica. Per cui non ho ritenuto di prenderla in considerazione in quanto ripete concetti già visti e rivisti.

La metto comunque in fondo a questo post, con il commento originale di Renzo Baschera.

Anche la Centuria LXV parla della Crisi Economica ma è interessante il riferimento ad un “rattoppo” messo nel momento in cui la “Seconda Bestia” (il Sistema guidato dall’Anticristo, gli Illuminati) sembrerà alla fine e che farà in modo che il Sistema prosegua ancora zoppicando per qualche tempo. Ci sono anche riferimenti a guerre civili e carestie.

Centuria LXV

Della seconda bestia e della sua agonia

La bestia è malata, la bestia è segnata: - la bestia è stregata e di libio sudor segnata.
Il mondo di Creso è in piena agonia, - ma il rantolo in spelonca è una dolce melodia.
Lampi in novo castello, tuoni e saette, - l’arco si spegne sul tempo del sette.
Pianto di cielo, tremore di terra; - popoli erranti, mordon civile la guerra.
Babilonia, la grande, regna solenne: - crolla il castello che sembrava perenne.
Tuoni e saette giran sul volto, - Creso e Sicheo sono in consulto.
Trema corona, trema la tiara, - tutto è nascosto nell’ombra di Sara.
Gira la storia, la fame è dorata, - e la dorata fame è ingabbiata.
Tealmo, ferrigno uomo dorato, - nel nuovo non conta più di un ducato.
Le chiese cresate, smarrite. Hydraser il mago, - piangon. E il singulto fa eco nel mondo del lago.
Sembra la fine: la bestia, in mesta agonia, - varca i cancelli della grande pazzia.
Fame, peste, lacrime et bello: - sembra l’ora del sicheo macello.
Ma il gran consulto mette il rattoppo, - il nuovo Creso sarà però zoppo.
La legge è cambiata. Ma è sempre ferrigna: - segnati son molti dall’ape regina.
Serpago, in pallore riprende la via: - ma è scritto che il pruno brucerà sicheria.

La "seconda bestia" è il Sistema messo in piedi dall’Anticristo, collegato al Capitalismo, ma non identificato in esso, perché è qualcosa di più del nostro solo sistema economico.
E’ un’ideologia che impregna l’intera società umana incentrando l’attenzione sul superficiale, sui beni materiali, sull’avidità, sull’individualismo e la supremazia del più furbo.

E’ una forza ANTI-INIZIATICA che intorpidisce la Mente e lo Spirito.

La bestia è malata, la bestia è segnata: - la bestia è stregata e di libio sudor segnata.

Dopo la caduta dell’Unione Sovietica (la Prima Bestia, così chiamata dall’Abate), la Seconda Bestia finirà per entrare in profonda crisi.

Il mondo di Creso è in piena agonia

Il messaggio profetico ci dice che il suo destino è ormai segnato. Creso - ultimo re della Lidia, famoso per le sue ricchezze - qui simboleggia il profitto esasperato del capitalismo.

popoli erranti, mordon civile la guerra

Sarà questo il tempo delle grandi emigrazioni dovuto anche alle guerre civili.
Stiamo vivendo proprio questi tempi. Inutile ricordare gli enormi afflussi di migranti in Europa dovuti alle guerre civili scoppiate soprattutto in Africa e in Asia.

crolla il castello che sembrava perenne.

Quello che sembrava indistruttibile, inizia a crollare e si percepisce la fine del “vecchio mondo”.

Tealmo, ferrigno uomo dorato, - nel nuovo non conta più di un ducato

Tealmo non riesco ad identificarlo. Per Baschera è un anagramma. Ad ogni modo è un “ferrigno uomo dorato”, ovvero uno che conta nel Vecchio Mondo, ma nel Nuovo Mondo non varrà nulla.
Potrebbe significare che i valori del vecchio mondo (soprattutto la ricchezza materiale) non conteranno nulla nel nuovo.

Le chiese cresate, smarrite. Hydraser il mago, - piangon. E il singulto fa eco nel mondo del lago.

Dice Baschera:
“Anche la chiesa, che ha "cullato" il Capitalismo per secoli, finirà per entrare in crisi, assieme con tutto il sistema. E il pianto arriverà nel "mondo del lago". Forse, a Ginevra.”

Sembra la fine: la bestia, in mesta agonia, - varca i cancelli della grande pazzia.
Fame, peste, lacrime et bello: - sembra l’ora del sicheo macello.
Ma il gran consulto mette il rattoppo, - il nuovo Creso sarà però zoppo.
La legge è cambiata. Ma è sempre ferrigna

Sempre Baschera continua:
“La crisi è profonda. C’è fame, malattie, dolori e guerra. All’ultimo momento viene messo però un rattoppo al vecchio sistema, che proseguirà ancora per qualche tempo. Ma zoppicando. Dopo la baldoria, viene incentivato il risparmio.”
In effetti la profonda Crisi Economica iniziata nel 2008 è già stata rattoppata con l’intervento degli Stati che, indebitandosi, hanno salvato il mondo della finanza che colava a picco.

Ora stanno fallendo gli stati e a pagare è il popolo. Non so se il rattoppo di cui parla l’Abate è quello che abbiamo vissuto o un altro che verrà messo dopo che inizieranno ad andare in default gli stati europei.
La somiglianza con quanto ci sta accadendo è comunque incredibile.


Riporto la Centuria LXIV, senza commenti miei, ma con i commenti originali di Renzo Baschera.

CENTURIA LXIV

Delle sette vacche grasse e delle quattordici vacche magre

Alle nozze del re sprecone - con la regina Abbondanza
Il popol dell’Arcinia Silva - aprirà la gran danza.
Tempo sarà di vacche grasse, - in stalle dai muri cadenti.
Sette saran le sichee vacche - divoranti, dai ferrati denti.
E attorno a una montagna di ossa e pellame, - il popol intonerà il sicheo canto.
Ma la montagna di morte secca - avvolgerà il vero, sotto un gran manto;
Perché le vacche grasse saranno sette - mentre le vacche magre
Saran quattordici. E dall’ambrosia, - si passerà alle acque agre;
Sotto quel cielo bucato - che nessuno vuole vedere.
Le lune del nuovo trentesimo tempo - vedran l’abbondanza cadere.
Così, le quattordici vacche secchite - lasceranno un segno profondo.
Il quattordici sarà coronata Feralia - e nel sette troverete il re dell’inganno tondo.
Si gira del tempo l’antica ruota: - il saggio tranquillo si siede su scanno.
Per meditar sulla stramba via sichea, - perché sul Mille e ancor Mille, con affanno,
Lo spettro delle vacche rinsecchite, - tornerà col grande inganno.

Tempo di abbondanza. Ma sarà un’abbondanza solo apparente. Le vacche grasse, precisa il veggente, sono difatti in stalle "dai muri cadenti". Questa danza di un illusorio benessere sarà iniziata dalla potente Germania (Arcinia Silva).
Il messaggio ha qui un riferimento biblico: il sogno del faraone, interpretato da Giuseppe. Il messaggio biblico parla però di sette vacche magre e sette vacche grasse. La profezia parla invece di sette vacche grasse (anni di benessere) e di quattordici vacche magre (anni di carestia). Gli anni di carestia saranno pertanto il doppio degli anni di abbondanza.
Alla fine degli anni di abbondanza, l’uomo si troverà assediato da montagne di ossa e pellame. Si troverà cioè avvolto dagli inquinamenti, che renderanno la vita sempre più difficile.
Sembra di capire che il passaggio dall’abbondanza alla carestia sarà rapido, traumatizzante. Si passa dall’ambrosia (la bevanda degli dei.) alle acque agre (le acque avvelenate). E questo finirà per provocare disordini, conflitti, malessere generale.
Il "cielo bucato" potrebbe indicare le fasce di ozono compromesse dagli inquinamenti.
Tutto questo avverrà nel "trentesimo tempo". Potrebbe riguardare il 2030. O un tempo molto vicino.
Non ci sono dubbi: il tempo della carestia lascerà sulla terra un segno profondo.

Il quattordici sarà coronata Feralia - e nel sette troverete il re dell’inganno tondo

Questo è di difficile interpretazione, anche perché il quattordici e il sette non hanno probabilmente un riferimento al tempo terrestre. E da considerare però Feralia (festa in onore dei morti, che si celebrava a Roma il 21 febbraio) e il "re dell’inganno". Il vaticinio pertanto è nefasto.
Infine, se consideriamo il "Mille e ancor Mille", e la tragedia, iniziata con l’abbondanza e il consumismo sfrenato, il tempo riguarda la nostra generazione. Una generazione che lascerà ai posteri "una montagna di ossa e pellame".

Continua nella quarta parte.

6 commenti:

  1. "Le lune del nuovo trentesimo tempo - vedran l’abbondanza cadere".
    E se parlasse della crisi economica del 1929 ?
    Allora, potremmo spiegare che "Il quattordici sarà coronata Feralia" = 1944/45 fine della grande guerra, cataste di morti, genocidio. E ancora "- e nel sette troverete il re dell’inganno tondo" = 1937, ascesa di Stalin.
    Mi sembra una pista confermata dal fatto che "il saggio siede su scanno a meditare" "perché sul Mille e ancor mille [...] lo spettro delle vacche rinsecchite RITORNERÀ con inganno" = parlando del passato, fa un parallelo col futuro (oggi per noi).
    Grazie Yesterday's Man

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    1. Ottima interpretazione, grazie a te. "Il quattordici sarà coronata Feralia" vuoi intendere il 1914, come inizio della Grande Guerra (nome attribuito alla Prima Guerra Mondiale)? Il "re dell'inganno tondo nel sette" pare proprio calzare con Stalin. Ciao!

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    2. In effetti, devo ammettere di essermi sbagliato: pensavo proprio alla seconda guerra ed alla shoah (30+14). Ma forse hai ragione tu: col 14 parla della prima guerra mondiale, ed allora il 7, per restare coerenti potrebbe essere il 1917 con la rivoluzione d'ottobre e la presa di potere dei bolscevichi. In questo caso Lenin sarebbe il re dell'inganno tondo. In fondo, però, con tre numeri il "nostro" Abate Ladino potrebbe essere riuscito nell'impresa di fotografare le due guerre ed i due re dell'inganno tondo. ;-)

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    3. L'idea della doppietta non è male :-)... Ma se dovessi puntare su qualcuno opterei per Stalin, generalmente prediletto come personaggio negativo tra i diversi profeti.

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    4. In effetti... e poi concludo... scrivendo "sette" e non "diciassette" (fine della Prima Guerra Mondiale) ha incluso due "date": la Rivoluzione d'Ottobre del 1917 e l'ascesa di Stalin del 1937, indicando forse, "nel segno del sette", il Comunismo in generale e appellandolo con il termine "re dell'inganno", riferito anche ad uno dei suoi capi più temibili, Stalin.

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